Avvokit
← Tutti gli articoli
diritto-civile

Successione ereditaria: cosa fare quando si apre

Quando si apre una successione, quasi tutti i passaggi si fanno senza andare in tribunale. Ecco cosa devi sapere su accettazione, rinuncia e divisione tra eredi.

Di Redazione Avvokit

· 4 minuti di lettura · Revisionato da Redazione Avvokit

Redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale.

Successione ereditaria: cosa fare quando si apre

Dopo la perdita di una persona cara, quando ti trovi a dover gestire la sua eredità, la maggior parte dei passaggi non richiede mai un tribunale: la successione si apre automaticamente, e accettare, rinunciare o dichiarare l'eredità sono atti che fai davanti a un notaio o alla cancelleria, non davanti a un giudice. Solo se nascono disaccordi tra più eredi si arriva a una causa vera e propria. Ecco come funziona, passo per passo.

Cosa succede quando si apre una successione?

La successione si apre automaticamente al momento del decesso, nel luogo dell'ultimo domicilio della persona che è mancata (art. 456 c.c.). Non devi fare nulla per "attivarla": è un fatto giuridico, non una procedura da avviare.

Da qui in poi la legge distingue due strade: se il defunto ha lasciato un testamento valido, l'eredità va secondo le sue disposizioni (successione testamentaria); se non c'è testamento, si applicano le quote stabilite dalla legge in base al grado di parentela (successione legittima). In entrambi i casi, ad alcuni familiari stretti (coniuge, figli, e in loro assenza gli ascendenti) la legge riserva comunque una quota minima, la legittima, che il testatore non può escludere del tutto.

Devi per forza accettare l'eredità?

No. Diventare eredi non è automatico: bisogna accettare, e puoi farlo in due modi diversi.

Accettazione pura e semplice. Diventi erede a tutti gli effetti, ma rispondi dei debiti del defunto anche con il tuo patrimonio personale, non solo con quello che hai ereditato.

Accettazione con beneficio d'inventario (artt. 484-511 c.c.). Rispondi dei debiti del defunto solo nei limiti di quello che hai effettivamente ereditato: il tuo patrimonio personale resta protetto. Si fa con una dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario dove si è aperta la successione, non è una causa.

Puoi anche rinunciare all'eredità (art. 519 c.c.), sempre con dichiarazione a un notaio o alla cancelleria del tribunale. La rinuncia non può essere parziale né condizionata: o rinunci del tutto, o non rinunci.

Quali sono i termini per decidere?

Dipende se sei già nel possesso di beni del defunto o no:

  • Se sei nel possesso dei beni ereditari: hai 3 mesi dall'apertura della successione per fare l'inventario, e altri 40 giorni da quel momento per decidere se accettare con beneficio d'inventario (art. 485 c.c.). Se lasci passare questo termine senza fare l'inventario, diventi erede puro e semplice.

  • Se non sei nel possesso dei beni: hai fino a 10 anni dall'apertura della successione per accettare, con o senza beneficio d'inventario (art. 480 e 487 c.c.). Stesso termine vale per la rinuncia, se non sei nel possesso dei beni.

Devi sempre presentare la dichiarazione di successione?

Nella maggior parte dei casi sì: la dichiarazione di successione va presentata all'Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso. È un obbligo fiscale, distinto dall'accettazione dell'eredità.

C'è un'eccezione: sei esonerato se, insieme, valgono queste tre condizioni: l'eredità va al coniuge e/o a parenti in linea retta (figli, genitori), il valore dell'attivo ereditario non supera 100.000 euro, e non ci sono immobili o diritti reali immobiliari nell'eredità (art. 28, comma 7, D.Lgs. 346/1990).

Cosa succede se ci sono più eredi?

Quando gli eredi sono più di uno, si crea automaticamente una comunione: ogni bene è di tutti insieme, finché non lo dividete.

Se siete d'accordo, potete dividere i beni con un accordo tra voi: per i beni mobili basta anche una forma semplice, ma se nell'eredità ci sono immobili la divisione deve essere fatta per iscritto, con atto notarile o scrittura privata autenticata da un notaio (art. 1350 c.c.), perché va poi trascritta nei registri immobiliari.

Se non siete d'accordo, qualsiasi erede può comunque chiedere la divisione (art. 713 c.c.): a quel punto, se non si trova un'intesa, serve un giudizio di divisione davanti al tribunale, a cui devono partecipare tutti gli eredi. Questa è l'unica fase dell'intero percorso che richiede davvero una causa.

Perché conviene un avvocato in questa fase?

Decidere se accettare puramente o con beneficio d'inventario dipende dai debiti del defunto, spesso non tutti noti subito: un errore di valutazione può farti rispondere di debiti con il tuo patrimonio personale. Un avvocato aiuta a capire la situazione patrimoniale prima di scegliere, a rispettare i termini corretti, e a impostare un accordo di divisione che regga nel tempo, anche quando gli eredi partono già non del tutto allineati.


Articolo a cura della Redazione Avvokit. Ha finalità informativa e non sostituisce una consulenza legale personalizzata, che tiene conto delle circostanze specifiche del singolo caso.

Fonti normative citate: Codice Civile, artt. 456, 480, 484, 485, 487, 519, 713, 1350; D.Lgs. 346/1990, art. 28.

FAQ

1. Sono obbligato ad accettare l'eredità?

No. Puoi accettare puramente e semplicemente, accettare con beneficio d'inventario per proteggere il tuo patrimonio personale dai debiti del defunto, oppure rinunciare del tutto.

2. Cosa succede se non decido entro i termini?

Se sei nel possesso di beni ereditari e non fai l'inventario entro 3 mesi, diventi automaticamente erede puro e semplice. Se non sei nel possesso dei beni, hai fino a 10 anni per decidere.

3. Se io e gli altri eredi non siamo d'accordo su come dividere i beni, cosa succede?

Chiunque tra gli eredi può comunque chiedere la divisione. Se non si trova un accordo, serve un giudizio di divisione davanti al tribunale, con la partecipazione di tutti gli eredi.

Responsabilità editoriale: Redazione Avvokit.

Hai bisogno di un avvocato?

Descrivi il tuo problema e prenota un colloquio conoscitivo gratuito su Avvokit con un avvocato che segue casi come il tuo.

Trova un avvocato

Articoli correlati